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Kaltbrunn (Svizzera)
10 luglio 1999
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report di Stefano Figini
All'arrivo abbiamo già trovato un certo numero
di auto parcheggiate e diversi modelli in preparazione. C'era davvero
di che lustrarsi gli occhi! L'organizzazione
aveva preparato due gazebo, uno con panche e tavoli per preparare i modelli,
l'altro con allestito un posto di ristoro dove si cucinavano bratwürst
e si servivano bevande. L'attrezzatura era completata dall'impianto sonoro
per il pubblico, una sorta di centralina di lancio alimentata da una
batteria da auto, due rampe Aerotech Mantis per i modelli più
piccoli, e due torri di lancio di cui una a rotaia per tutti gli altri
modelli. Naturalmente una persona era incaricata di dirigere i lanci
con regolare countdown.
I modelli presenti erano davvero tanti e bellissimi.
La marca più rappresentata era sicuramente la Public Missiles
Ltd. che produce tra i più belli e sofisticati modelli in commercio.
Erano presenti molti modelli della Aerotech, e alcuni North Coast Rocketry
e THOY piú naturalmente diversi autocostruiti. Quasi tutti erano
rifiniti in modo impeccabile, con verniciature così perfette
da fare invidia ad un paio di sci! Molto diffuso l'uso della rotaia
per il lancio. Questa consiste in un profilato di alluminio anodizzato
piuttosto robusto, entro il quale scorrono due cilindretti in teflon
che sono avvitati al modello al posto del solito anello di lancio. Questo
sistema garantisce una grande rigidità ed una minore resistenza
aerodinamica.
Il
gruppo di partecipanti era davvero numeroso. Quasi tutti erano svizzeri
ma c'era anche qualche tedesco, qualche austriaco e perfino un americano
(un militare di base in Germania). Una curiosità: in Germania
l'uso e l'importazione dei motori High Power è molto ristretto,
perciò i modellisti tedeschi - che sono attrezzatissimi e dotati
di moltissimi modelli HPR - possono lanciarli solo in Svizzera.
Ecco i modelli di cui mi ricordo:
- Un Black Brant X della Public Missiles,
un mostro alto 2,6 metri, con recupero a doppio paracadute comandato
da un altimetro.
- Una versione gigante del Mosquito della
Estes, autocostruito ed alto perlomeno un metro, anche lui con altimetro
per l'espulsione del paracadute.
- Alcuni SA-14 Archer della North Coast Rocketry
- Un Quantum Leap della Public Missiles
che ha volato in versione monostadio.
- Un altro Quantum Leap quasi ultimato,
con una impeccabile rifinitura.
- Un modello autocostruito con macchina fotografica
a bordo. Il meccanismo era ad orologeria (per forza, siamo in Svizzera!)
ed era un gioiellino di precisione ed ingegno.
- Alcuni Arreaux ed Astrobee D,
della Aerotech.
- Un Quasar della Public Missiles usato
dal suo costruttore per ottenere la certificazione Level 1.
- Diversi modellini con motori normali, tra i quali
uno che usava un motore D7-3 con paracadute in mylar ricavato dalle
coperte termiche, uno col corpo fatto in tessuto misto kevlar/carbonio,
uno fatto con un tubo di Toblerone, uno fatto con una scatola di latta
di un whisky (niente pinne, solo un tubo ed un motore!).
L'altimetro AltAcc della BlackSky
era piuttosto diffuso. Ne devo aver visti almeno 4 o 5. Considerando
che costa 180 US$ negli Stati Uniti e che, una volta arrivato qui, si
grava dei costi di spedizione ed importazione, si può capire
che l'aggeggio non è proprio popolare.
Tra i voli, quelli che ricordo sono:
- Il Quasar con il quale è stata ottenuta
la certificazione Level 1. Vale la pena spendere due parole per
spiegare in cosa consiste la certificazione: il proprietario del modello
si è presentato col modello completato e pronto al volo, ma senza
motore. Il motore viene acquistato sul campo (va prenotato) e nello
stesso momento si paga la quota di iscrizione all'associazione Tripoli,
associazione americana che si occupa di modellismo HPR. Il
motore (ricaricabile) viene assemblato sul campo sotto la supervisione
del responsabile Tripoli della zona, il quale si assicura che venga
fatto tutto per bene. I motori HPR esistono sia in versione uso singolo
che ricaricabili, ma dato l'alto costo della versione uso singolo, in
Europa vengono importati solo i ricaricabili. Sempre sotto la supervisione
del responsabile Tripoli, il motore viene montato nel modello ed il
modello viene preparato al volo. Se il volo ha successo, ovvero se il
modello parte, vola diritto e viene recuperato perfettamente, al proprietario
viene data la certificazione con la quale potrà acquistare ed
usare i motori H ed I. Niente certificazione, niente motori. Per l'acquisto
e l' uso di motori superiori agli I, è necessaria la certificazione
Level 2 che prevede anche una prova scritta a quiz. Tutti coloro che
hanno la certificazione, vengono registrati nei file di Tripoli in modo
che sia immediatamente accertabile, onde evitare i soliti furboni....
Ritornando
al Quasar, il suo costruttore ha montato il motore da 29 mm con ricarica
H128 sotto lo sguardo vigile del supervisore, che però ha dato
una mano ed una serie di consigli, e lo ha portato alla rampa. Il lancio
è avvenuto perfettamente e bisogna provare a sentire il rumore
che fanno questi motori e la colonna di fumo, per restare affascinati.
Così come avviene nei motori Aerotech più piccoli, l'accensione
non è immediata; un filino di fumo indica che l'accenditore si
è acceso e il motore sta per entrare in pressione, ed improvvisamente
si scatena tutta la potenza con uno schianto quasi assordante. Il modello
è schizzato in alto ed il rumore del motore è stato seguito,
dopo lo spegnimento, dal fischio del modello che fende l'aria. All'apogeo
il sistema di recupero a pistone ha espulso il paracadute ed il modello
è tornato lentamente verso terra. Al recupero è seguito
un applauso per festeggiare il conseguimento della certificazione.
-
Copia gigante del Mosquito: Il modello era costruito con un tubo
fenolico di una ventina di cm di diametro, un'ogiva autocostruita tornita
da espanso ad alta densità ed impeccabilmente ricoperta in fibra
di vetro e pinne in legno (più robusto del balsa, forse obeche)
rivestite anche loro in fibra di vetro.
All'interno, il supporto motore (38mm) era chiuso da
un "baffle" per non usare l'ovatta protettiva, fatto con la paglietta
di acciaio a trucioli 'alla Aerotech', forse un po' troppo compressa
e troppo vicina al motore, e conteneva un supporto per l'altimetro/accelerometro
AltAcc, che il proprietario ha usato in questo caso solo per leggere
la quota e non per espellere il paracadute.
Il motore usato è stato un 38 mm con ricarica
H73. Il lancio è avvenuto bene ed il modello è andato
piuttosto alto nonostante le dimesioni ed il peso, ma al momento dell'espulsione
l'ogiva non è uscita, mentre si è visto qualcosa uscire
da dietro. Il modello ha messo giù il muso ed ha iniziato ad
accelerare sempre più velocemente, finchè è stato
evidente che si sarebbe schiantato al suolo. L'impatto ha prodotto un
tonfo sordo che abbiamo udito distintamente da un centinaio di metri
di distanza. Sul luogo della caduta (in mezzo al prato, senza incidenti)
abbiamo trovato una infinita serie di pezzettini di tubo fenolico, alcune
parti contorte del supporto dell'altimetro, l'ogiva affondata una ventina
di cm sotto terra, e le pinne, uniche intatte.  L'altimetro
aveva perso il sensore ma per il resto era intatto. Il proprietario,
aiutato da amici, ha raccolto diligentemente tutti i pezzettini mentre
un altra persona ha trovato ciò che era uscito dal retro del
modello: il motore.
Il motivo del malfunzionamento è stato probabilmente
la paglietta di acciaio troppo vicina al motore o troppo compressa,
che non ha permesso ai gas di espulsione di sfogarsi.
- Black Brant X: questo modello era la 'star'
della giornata. È di proprietà del responsabile Tripoli,
il quale aveva anche un vecchio Honest John della Estes, il Quantum
Leap non terminato, un Aerotech Astrobee D. Il Black Brant
è la riproduzione del secondo stadio del missile sonda canadese,
è alto oltre due metri e mezzo con un diametro di 10 cm. Le pinne,
come in tutti i modelli Public Missiles, sono in vetronite (la stessa
dei circuiti stampati). Questo modello aveva una espulsione del paracadute
comandata dall'onnipresente altimetro AltAcc, che si occupava di espellere
il 'drogue' cioè un piccolo paracadute che esce all'apogeo e
frena la caduta del modello, ed il paracadute principale ad una quota
prefissata di 100/200 metri. Questo sistema garantisce il recupero del
modello nelle vicinanze del punto di lancio.
L'altimetro stava in un alloggiamento accessibile dall'esterno
tramite uno sportellino, e comandava le due cariche di espulsione sistemate
nella sezione posteriore e nel vano di carico anteriore. In questi casi
il motore non ha carica di espulsione, e le cariche sono fatte dal costruttore.
I paracadute son naturalmente in tessuto, ed il paracadute principale
aveva un diametro non inferiore al metro e ottanta.
Il motore usato è stato un J350 (38mm),
da 700 N/sec e da 35 kg di spinta media. La preparazione del modello
ha richiesto ben oltre mezz'ora tra piegatura dei paracadute, prova
ed inserimento dell'altimetro, sistemazione delle cariche di espulsione
e montaggio finale del modello ma ne è valsa davvero la pena.
Il lancio è stato spettacolare: il rumore ed il fumo del motore
sembravano quelli di un missile vero ed il modello è schizzato
via fino a raggiungere una quota che ad occhio è difficile stabilire,
ma dato che all'apogeo era ridotto ad un puntino e le dimensioni erano
quelle che abbiamo detto, dovrebbe aggirarsi sui 1000 metri. La simulazione
con RockSim conferma il dato.
All'apogeo l'altimetro ha fatto il suo dovere ed ha espulso il paracadutino
primario. Il modello è venuto giù velocemente ed alla
quota prefissata (circa 200 metri) l'altimetro ha espulso il secondo
paracadute, quello principale. Il paracadute si è attorcigliato
al cavo che tiene insieme le due parti del modello e quindi non si è
aperto completamente, ma è stato sufficiente per un recupero
senza danni. Il modello, robustissimo, è atterrato a meno di
cento metri dal punto di lancio.
ALTRI VOLI INTERESSANTI
- Estes Honest John con un motore E15-7:
un modello sempre bello da qualche tempo di nuovo in produzione.
-
Aerotech Astrobee D con un motore G (non ricordo il tipo):
Questo modellone è tra i miei preferiti perchè è
grosso (oltre 170cm), fa molta scena, è la riproduzione di uno
vero, ed è bello esteticamente. Inoltre non è complicato
da costruire e non costa neppure un patrimonio.
- Aerotech Arreaux con motore High Power: non so che tipo
di motore sia stato usato, ma si trattava di un ricaricabile della serie
High Power da 29mm. Questi motori hanno lo stesso diametro dei 29mm
tradizionali, ma la loro forma è leggermente diversa e le ricariche
non sono scambiabili tra i due tipi. La versione più piccola
dei 29mm HP permette di usare ricariche F e G, ed in questo caso penso
sia stato usato un F o un G tra i meno potenti. Il modello ha volato
bene ed è andato alto, ma non a quote stratosferiche.
- SA-14 Archer di proprietà di un americano: Nonostante
il suo proprietario venisse dal Paese dove è stato inventato
quest'hobby, non sembrava essere molto ferrato in materia, tant'è
che ha avuto bisogno di parecchio aiuto da parte degli amici svizzeri,
ed ha chiesto informazioni anche a me. Ha lanciato il modello che ha
volato perfettamente, ma purtroppo non c'è stata espulsione del
paracadute ed il modello è arrivato a terra tanto velocemente
quanto è andato su, o forse anche di più! Naturalmente
si è sfasciato, anche se in modo non irreparabile.
Poco dopo si è scoperto il motivo, il più banale del mondo:
nel montaggio del motore era stata dimenticata la carica di espulsione!
- Quantum Leap con motore G64-4: Il suo proprietario si
chiama Luca ed è un simpatico ragazzo con genitori italiani,
che vive a Ginevra. Parla l'italiano e abbiamo fatto subito amicizia.
Aveva terminato di riparare il Quantum Leap quella stessa nottata, dopo
un volo infelice di qualche giorno prima. Lo ha lanciato usando solo
il secondo stadio, che comunque ha delle dimensioni di tutto rispetto,
tanto che non si può lanciare con motori inferiori al G. In questo
caso Luca ha lanciato con una ricarica G64-4 in un motore 29/40-120.
Dopo una serie interminabile di tentativi di accensione falliti, forse
a causa di accenditori difettosi, finalmente il modello è partito.
Il volo è stato perfetto, ma nonostante il G64 abbia una spinta
di tutto rispetto con un modellone così non fa molta strada.
La quota raggiunta sarà stata non superiore ai 150 metri ed i
4 secondi di delay sono sembrati una eternità, e comunque sono
assolutamente il massimo in questo caso.
Luca aveva anche altri due modelli: un Cirrus Dart (Public Missiles,
ancora!), ed un buffo modellino stranissimo, assolutamente anti-aerodinamico,
che assomigliava ad un ombrello aperto con una ogiva sopra. Era spinto
da un motore E6 dell'Apogee, ma non ha fatto una gran bella figura.
Vista la stranissima configurazione, la scarsa spinta del motore e la
sua durata di combustione, il modello è salito un po' troppo
lento e dopo una ventina di metri si è ribaltato ed è
caduto per terra, dove il motore ha continuato a bruciare fino all'espulsione.
Per lo meno ci siamo fatti parecchie risate, compreso Luca. Il Cirrus
Dart, un modello piccolo e fatto per grandi altezze, è stato
lanciato con un motore 29mm con una ricarica E16. La quota non è
stata altissima, perchè il modello è relativamente pesante,
ma il recupero è stato buono anche se nella caduta si è
rotta la punta dell'ogiva.
-Modello autocostruito con macchina foto: il lancio è fallito
per problemi al motore (99 volte su cento dipendono da errori di montaggio).
Il modello è partito ma l'espulsione ha funzionato subito rompendo
la shock cord. Il modello è caduto senza grossi danni ma....niente
foto.
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